Studio sul mercato locale del vino
Anche nel 2011 la Camera di Commercio di Livorno ha realizzato, con la collaborazione della Borsa Merci Telematica Italiana, uno studio sul mercato locale del vino, per analizzare e verificare le dinamiche che caratterizzano attualmente il mercato nazionale e locale, anche alla luce della grave crisi che ha colpito l’economia mondiale nel 2009.
Lo studio è stato presentato martedì 7 giugno 2011 presso la sede della Camera di Commercio alle aziende ed alle associazioni di categoria del comparto agricolo.
Dall’analisi emerge che la produzione vinicola livornese ha registrato nel 2010 una crescita del 3,1% rispetto al 2009, attestandosi sui 130mila ettolitri circa (dati Istat). Un buon andamento dunque, nonostante il leggero decremento delle superfici (-1,1%), in linea con l’aumento dei volumi riscontrato per la Toscana (+3%), che hanno raggiunto i 2,9 milioni di ettolitri, e, più in generale, con la crescita che si è registrata a livello nazionale, dove gli ettolitri prodotti sono stati oltre 46,5 milioni (+2,1%).
All’interno di un contesto produttivo quale quello toscano che è stato contraddistinto da un’ottima perfomance sui mercati esteri, con quasi 600 milioni di ricavi (terza regione italiana) ed una crescita del 15% rispetto al 2009, le aziende vinicole livornesi continuano a caratterizzarsi per la specializzazione produttiva nei vini di qualità: le 4 DOC della provincia (Bolgheri, Elba, Terratico, Val di Cornia), a cui presto si aggiungerà la DOCG Aleatico dell’Elba, insieme con l’IGT Toscano hanno rappresentato ben l’87,5% dell’intera produzione provinciale.
Un orientamento all’export che rappresenta un’opportunità anche per le aziende vinicole livornesi per provare a far crescere nuovamente la propria redditività dopo l’impatto negativo della crisi, tenuto conto del calo ormai strutturale dei consumi italiani di vino (-25% dei consumi pro-capite nel decennio 1999-2009). La qualità e il pregio delle produzioni locali possono essere un’ulteriore leva su cui puntare, da un lato, per rafforzare la propria presenza nei paesi tradizionali clienti dell’Italia (Germania, Stati Uniti e Regno Unito), dall’altro, per provare a crescere nei nuovi mercati di consumo del vino - Russia, Cina e Brasile in particolare – che rappresentano dei paesi dalle potenzialità commerciali enormi per le aziende vinicole italiane e toscane.
Studio sul mercato locale del vino

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